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SAN GIOVANNI LUPATOTO.

Già raccolte 2.000 firme contro il progetto lungo l’argine dell’Adige

Asfalto per ora congelato

Pista ciclabile di ghiaino? Il Comune, indeciso, blocca l’appalto

San Giovanni Lupatoto.

Il primo stralcio della pista ciclopedonale da realizzare sull’argine dell’Adige, quella di cui si discute per il contestato progetto di asfaltatura (con relativa petizione antiasfalto sottoscritta da quasi 2000 cittadini), è stato posto in appalto dal Comune. Il termine per la presentazione delle offerte era lo scorso 14 febbraio e la procedura di aggiudicazione era a licitazione privata con il criterio del massimo ribasso sull’elenco dei prezzi. Ma l’amministrazione comunale ha per il momento congelato l’iter del bando in attesa che si chiarisca bene cosa si vuole fare. Non è stato ancora se si asfalterà l’argine (come prevederebbe il progetto) o se invece il fondo sarà in ghiaino stabilizzato (come vorrebbero molti cittadini e una parte degli ambientalisti). All’interno dell’amministrazione comunale ci sono posizioni diversificate. C’è chi vorrebbe il fondo sterrato, chi come il sindaco Remo Taioli dice di ritenere adeguato l’asfalto in caso di pista congiunta con Verona, ma pare disponibile a non asfaltare se l’unico tratto di pista ciclopedonale fosse quello lupatotino e chi invece punta decisamente sull’asfaltatura, come l’assessore alla viabilità e piste ciclabili Ezio Zenatti. «Io credo che, al di là delle raccolte di firme, la pista ciclopedonale da realizzare sull’argine dell’Adige sarà asfaltata e collegata con la città», dice Zenatti. «Abbiamo avuto più di un incontro con l’assessore comunale di Verona Carlo Pozzerle e con il settore mobilità di quel Comune», continua Zenatti. «Verona ha manifestato la sua disponibilità a mettere in comunicazione il suo sistema di piste ciclabili con il nostro. L’ipotesi su cui stiamo lavorando è quella di partire dal ponte del Pestrino e di far correre la pista per tre chilometri lungo il canale Marazza fino a Palazzina. Lì, sempre nei pressi del fiume, c’è una galleria sotto l’autostrada che porta nel territorio di San Giovanni Lupatoto».
«Da quel punto», continua Zenatti, «si potrebbe proseguire sempre lungo il canale di carico della centrale idroelettrica Marazza fino alla centrale: per passarvi abbiamo già avuto la disponibilità di massima dell’Enel. Da qui si arriva all’area del Porto e lì comincia la pista ciclabile sull’argine che intendiamo realizzare e asfaltare». Secondo Zenatti non ci sarebbero problemi, neppure finanziari, da parte del Comune di Verona. che potrebbe essere disponibile a realizzare in breve l’opera e con essa il congiungimento ciclabile con la città. Da qui la necessità di asfaltare il fondo della pista ciclabile. Nei prossimi giorni, secondo quanto annuncia lo stesso assessore Zenatti, si dovrebbe tenersi un incontro anche con la partecipazione della Provincia, per dare il beneplacito finale sul progetto. La Provincia potrebbe intervenire per far proseguire la pista ciclabile sull’argine destro dell’Adige fino a Zevio. Verrebbe conseguentemente abbandonata l’ipotesi di far passare la pista sull’argine sinistro dove c’è un avvallamento poco adeguato al percorso ciclabile. Un’altra ipotesi prevederebbe dall’argine destro dell’Adige un ponte-passerella in legno per Bosco Buri, sull’altra sponda, alle Basse di San Michele, da dove esiste già un percorso ciclabile campestre fino al Boschetto e al lungadige Galtarossa di Verona. Ipotesi assai difficile da realizzare per l’ingente costo del ponte. Renzo Gastaldo

E intanto alle buche rimediano i volontari

San Giovanni Lupatoto.

Mentre in paese continua la polemica tra chi vuole l’argine asfaltato e chi aborrisce questa ipotesi e lo preferisce allo stato naturale, quello che non fa l’amministrazione comunale lo fanno i volontari delle associazioni sportive. In previsione della gara podistica in programma domenica scorsa sull’argine, i volontari dell’Atletica Lupatotina, società organizzatrice della manifestazione, non volevano presentare ai partecipanti un percorso in riva all’Adige pieno di pozzanghere. Sabato un gruppo di volontari ha quindi preso piccone e badile e in prossimità di ogni pozzanghera esistente sui tre chilometri di argine lupatotino ha scavato un canaletto di scolo per liberare il percorso dall’acqua. L’intervento ha sortito l’effetto voluto e domenica mattina i partecipanti alla gara podistica hanno potuto correre su un percorso quasi privo di pozzanghere. L’intervento di manutenzione è stato ovviamente apprezzato anche dagli abituali frequentatori dell’argine per le camminate giornaliere o del fine settimana. L’anno scorso un gruppo di assidue frequentatrici dell’argine aveva chiesto all’amministrazione comunale «un intervento minimo» per fare in modo di non dover «circumnavigare» le molte pozzanghere dove si raccoglie la pioggia. La risposta, in attesa delle superiori decisioni, è venuta invece da una società di atletica. (r.g.)

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