SAN GIOVANNI LUPATOTO.
Semaforo verde al percorso ciclabile in discussione da un quindicennio
Pista sull’Adige, adesso si fa
I primi tre chilometri pronti per l’estate 2006: costo 237mila euro
San Giovanni Lupatoto.
La pista ciclabile sull'argine del fiume Adige si farà. I lavori dovrebbero essere appaltati entro fine anno e completati certamente entro il primo semestre 2006.
L'amministrazione Taioli realizza in questo modo un progetto di cui si sente parlare in municipio da almeno quindici anni.
Il progetto predisposto dall'amministrazione comunale è stato presentato qualche giorno fa al gruppo Amici della Bicicletta dall'assessore comunale all'ambiente Ezio Zenatti e dai tecnici comunali. La pista ciclabile sarà lunga poco meno di tre chilometri e coprirà tutto il tratto di argine compreso tra la zona verde del Porto e la frazione zeviana di Pontoncello, tratto attualmente in terra battuta.
L'intervento comporterà per le casse comunali un esborso complessivo di 237 mila euro, da dividere in due stralci. Il primo, di 160 mila euro (somma già disponibile nel bilancio comunale), interesserà il tratto dalla zona verde del Porto alla strada che scende alla diga dell'Enel.
Il secondo di 77 mila riguarderà il tratto che arriva fino al confine con Zevio e sarà eseguito nella seconda parte del 2006.
«Nel punto di partenza, situato poco prima dell'attuale sbarra, ci sarà la principale piazzola di sosta, attrezzata con fontanina d'acqua, panchine, tavolo e bacheca e ombreggiato da una pianta», hanno spiegato l'assessore e l'ingegner Recchia. «Altre tre piazzole ci saranno a intervalli regolari fino all'incrocio con via Ausetto. La pista sarà un nastro di asfalto largo 3,80 metri, di cui 2,50 riservati alla bici e 1,30 riservato ai chi cammina.
«L'attuale fondo in terra battuta sarà coperto con uno strato di terriccio stabilizzato e su questo verrà applicato lo strato di asfalto bynder che costituirà la pista vera e propria. In alcuni punti, verso l'incrocio con via Ausetto, la pista sarà affiancata a una staccionata in legno per proteggere chi va in bici da possibili intrusioni delle auto. A lato della pista, in questo tratto saranno piantati pioppi cipressini e morari».
I tecnici hanno spiegato che è stata valutata anche l'ipotesi di fare il fondo della pista unicamente con stabilizzato (una istanza in questo senso era venuta da alcuni esponenti ambientalisti lupatotini, preoccupati dell'impatto ambientale dell'asfalto) ma le esigenze di manutenzione sono state valutate troppo onerose.
Gli amici della bicicletta lupatotini, per bocca del coordinatore Alberto Bottacini, hanno espresso compiacimento per il progetto presentato.
La pista, che l'assessore Zenatti assicura essere disponibile in primavera 2006, verrà probabilmente intitolata a Mario Conti, ciclista agonista da giovane e poi appassionato della bici per tutti gli 85 anni della sua vita. Il progetto ha già ottenuto il benestare di massima del Genio Civile proprietario e unico gestore dell'argine del fiume.
La nuova pista, dotata di segnaletica in linea con gli standard provinciali, sarà collegata attraverso via Ausetto (e la direttrice via Porto-via Garibaldi) al sistema delle piste ciclabili comunali che percorrono via Garofoli e via Roma.
Resta comunque irrisolto il problema del collegamento delle piste ciclabili lupatotine con la città in quanto oltre via Ca' Nova Zampieri non esiste il tratto che porta al ponte dell'autostrada e a Palazzina non c'è traccia di collegamento ciclabile con Verona.
Un appello degli Amici della bicicletta
«Il secondo passo è arrivare a Zevio»
San Giovanni Lupatoto.
Gli Amici della bicicletta lupatotini chiedono che la pista ciclabile progettata sull'argine destro dell'Adige prosegua anche in territorio di Zevio, dove spesso sconfina chi percorre in bici il tratto di sponda del fiume.
«Abbiamo espresso al sindaco di Zevio, l'avvocato Maria Luisa Tezza, il nostro desiderio che la sua amministrazione comunale si attivi al più presto per la realizzazione sul suo territorio di una ciclopista sull'argine destro dell'Adige a completamento del progetto già in fase esecutiva da parte della municipalità», spiega Roberto Botticini, portavoce del gruppo Lupo in Bici lupatotino. «A San Giovanni è partito il progetto che, in due stralci, porterà alla realizzazione della pista ciclopedonale di circa 3 chilometri che dalla località Porto di San Giovanni si spingerà fino in località Pontoncello di Zevio. Siamo più che convinti che questo completamento fino al ponte Perez di Zevio porterebbe una serie di vantaggi: rappresenterebbe uno spazio per brevi scampagnate da parte dei ciclisti e una "palestra" per i ciclisti alle prime armi, in quanto lontana da strade trafficate.
«Inoltre si inserirebbe già in alcuni itinerari ciclo-turistici: ad esempio da Zevio si può già raggiungere Belfiore e Arcole su strade minori, o seguendo il canale Sava e l'argine sinistro dell'Adige, arrivare a Bosco Buri. Inoltre questa realizzazione si collocherebbe in un progetto più ampio che dovrebbe portare alla realizzazione di una ciclopista che dalla sorgente raggiunge la foce dell'Adige: dal passo Resia fino ad Avio la ciclopista esiste già», osserva ancora Botticini.
«Ci sono dei progetti in corso per prolungare la pista lungo il canale Biffis fino a Verona, sui quali la Federazione amici della bicicletta è da anni impegnata nella sensibilizzazione dei vari enti competenti; a valle, da Roverchiara a Legnago, la pista è sterrata, ma già ciclabile, con piazzole e segnaletica.
«Non dimentichiamo poi che la pista permetterebbe a molte persone di San Giovanni Lupatoto di raggiungere in sicurezza ed evitando i problemi attuali di ingorgo automobilistico, il rinomato mercato domenicale di Zevio. Inoltre, potrebbe servire da collegamento per gli spostamenti casa-lavoro per i lavoratori ciclisti tra i due paesi; senza contare che, sfruttando la panoramicità dell'argine, porterebbe un indotto ai due comuni, aprendo una possibile risorsa nuova quale il turismo ciclistico. Un esempio vicino è la ciclopista che da Peschiera porta a Mantova, che in pochi anni è diventata famosa e molto frequentata».
Botticini segnala un primo punto della pista da sistemare. «In corrispondenza di Santa Maria di Zevio, esiste un tratto di circa 300 metri lungo il quale i ciclisti devono scendere dalla bicicletta: il fondo è infatti completamente ricoperto di grossi sassi», dice Botticini. «Sarebbe auspicabile un intervento migliorativo rapido nel tratto in questione». Ora si attende la risposta dell'amministrazione comunale di Zevio.