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Tramvia, Corsi vuole le fermate in provincia

Percorso esteso a due comuni della cintura. San Martino ci sta, coinvolto San Giovanni Lupatoto
Avesani: un bus ogni otto minuti Zerman: se sostenibile economicamente, ci sarà meno traffico


VERONA - Il progetto della tramvia ferma anche in provincia. Nel nuovo piano che l'assessore alla Mobilità Enrico Corsi presenterà il 5 agosto al ministero delle Infrastrutture spuntano, infatti, due nuove possibili tratte.
Collegheranno Verona con due comuni della cintura urbana: San Martino e San Giovanni Lupatoto. Tutto questo a condizione che il ministero dica «sì» al cambio in corsa del progetto. Il nodo da sciogliere resta ancora la possibilità di dirottare i 125 milioni di euro di finanziamenti statali dall'ipotesi tramvia.jpginiziale dell'amministrazione Zanotto (un vero e proprio tram su rotaia), a quella rivista dalla giunta Tosi (un filobus a guida vincolata, grazie ad alcuni sensori interrati nell'asfalto). I contributi di Roma per il trasporto pubblico di massa a Verona sono già stati approvati lo scorso anno dal Cipe. Ora la corsa contro il tempo di Corsi per non perderli. I 125 milioni copriranno solo il 60% dei costi. che dovranno poi essere coperti da Palazzo Barbieri. Il filobus, rispetto al precedente progetto su binari, avrebbe il vantaggio di costare anche di meno. L'intenzione dell'assessore Corsi è quella di non restituire l'eventuale differenza, ma assicurarsela per potenziare le linee del servizio. I contributi risparmiati finanzierebbero così proprio le nuove tratte di collegamento con San Martino e San Giovanni. Dal nuovo progetto si scopre inoltre che i mezzi avranno una doppia alimentazione: dalla rete elettrica e da un generatore interno che permetterà di compiere brevi tragitti autonomamente. Questo consentirà al filobus di inoltrarsi nel centro storico di Verona, dove la soprintendenza avrebbe dato parere negativo all'installazione dei cavi aerei di alimentazione. Le tratte saranno tre, caratterizzate ognuna da un colore, come per la metropolitana di Londra o di Milano. Verona potrebbe avere quindi una linea «blu», dai parcheggi dello Stadio, passando per Porta Vescovo e fino a San Michele Extra. Da qui, poi, si innesterebbe il collegamento con il comune di San Martino. La linea «verde», da Borgo Trento e attraversando via 25 Aprile, arriverebbe ai parcheggi scambiatori che sorgeranno vicino al casello di Verona Sud. Infine la linea «rossa»: da via della Corte al policlinico di Borgo Roma, e poi, in teoria, ancora fino a San Giovanni. Per l'assessore Enrico Corsi il «progetto collegherà finalmente anche la provincia, creando maggiori sinergie tra centro e periferia e diventando il precursore di un possibile più ampio sistema di trasporto che, da urbano, diventa metropolitano. Alla realizzazione dei percorsi aggiuntivi parteciperanno anche i due Comuni, finanziando per il 40% la tratta di propria competenza». Intanto da San Martino arriva la più ampia disponibilità da parte del primo cittadino Valerio Avesani, che parteciperà con Corsi alla «spedizione» a Roma del 5 agosto. Se verrà approvata la proposta, il primo passo per l'amministrazione di San Martino sarà quello di redigere un progetto, ma Avesani fa già trapelare le sue intenzioni. «Dovremo valutare diversi aspetti, ma sappiamo che un bus ci collegherà alla città ogni otto minuti. Noi vorremmo creare un "circuito": la nostra idea è che la linea blu attraversi il centro di San Martino e arrivi fino a Casette. Da lì dovrebbe tornare indietro passando dalla zona industriale, dove ci sono i centri commerciali. Questo in entrambi i sensi di marcia». Reazioni favorevoli anche dal sindaco di San Giovanni Lupatoto, Fabrizio Zerman. «La proposta mi entusiasma < commenta Zerman >, anche perché erano anni che San Giovanni proponeva un simile progetto. Adesso bisognerà valutare la fattibilità economica dell'opera, ma se si facesse sarebbe un passo avanti per la mobilità dei lupatotini. La tramvia aiuterebbe a risolvere il problema del traffico del mattino. Questa iniziativa testimonia inoltre la perfetta sintonia che abbiamo con la giunta del comune di Verona».

  

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