Buscar English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
jueves, 09 de febrero de 2012 ..:: Stampa » 20080131 ::.. Registrarse  Entrar
giornale
   Minimizar
SAN GIOVANNI LUPATOTO.
Dopo anni di discussioni sono iniziati i lavori di realizzazione del percorso ciclopedonale sull’argine dell’Adige

Pista ciclabile, cantiere al via

Il tracciato costa 200mila euro ed è largo quasi 5 metri La Giunta punta a completarlo per la festa delle Bocche

Tutto verrà svolto nei modi adeguati, non vedo motivi di preoccupazione GIUSEPPE STOPPATO
VICESINDACO DI S. GIOVANNI
di Renzo Gastaldo

Sono iniziati i lavori della pista ciclopedonale, con fondo in ghiaino stabilizzato, che verrà ricavata sull’argine destro dell’Adige, a San Giovanni Lupatoto. L’avvio dell’opera ha coinciso (c’era da aspettarselo) con la ripresa del dibattito e delle polemiche. Discussioni incentrate sull’opportunità dei lavori (c’è chi ritiene inutile la spesa di circa 200 mila euro per un tracciato di 3 chilometri, largo quasi 5 metri) e sulle modalità di esecuzione delle opere nell’ultima zona naturale del paese.
Sono subito stati oggetto di critiche da parte di alcuni abituali frequentatori dell’argine del fiume lo scorticamento del vecchio percorso operato dalle ruspe (l’intervento ha comportato il sollevamento dello strato superficiale del percorso per un profondità di circa 10 centimetri) e l’accatastamento, ai lati della strada, del terriccio spostato. Altro fatto che ha determinato dubbi è l’eccessiva larghezza, secondo gli improvvisati direttori dei lavori esterni (i soliti frequentatori), della sede stradale interessata dall’azione delle ruspe, che in alcuni tratti tocca i sei metri. C’è anche chi ha negativamente rilevato che le ruspe nella loro azione hanno anche abbattuto i cippi in pietra numerati che ogni duecento metri segnano il percorso. Alcune persone si sono già recate all’ufficio tecnico comunale a chiedere spiegazioni manifestando preoccupazione.
A far nascere i dubbi sarebbe soprattutto l’accumulo del materiale ai lati della strada in quanto lo stesso potrebbe ostacolare lo scolo delle acque piovane. Il vicesindaco Giuseppe Stoppato, assessore ai lavori pubblici, tranquillizza. «Tutti questi dubbi ed esigenze di chiarimento nascono un po’ spontanei ma vorrei sottolineare che siamo in piena fase realizzativa e quindi è comprensibile che la ditta incaricata intervenga in modo da poter operare con una certa libertà», dice Stoppato. «Posso assicurare che tutto verrà svolto nei modi adeguati. Ciò vale sia per la larghezza del percorso, che sarà quello previsto dal progetto, sia per il terriccio accatastato ai lati della strada, che è ovviamente provvisorio. Non vedo nessun motivo di preoccupazione».
Il vicesindaco, relativamente all’intervento del percorso dell’argine, ha un altro obiettivo, quello di concludere i lavori per la tradizionale festa delle Bocche (le prese d’acqua dall’Adige realizzate nel ’600 per irrigare le campagne), evento che vede i lupatotini radunarsi in riva al fiume per festeggiare con pane, salame e vino. La festa, che si celebra in paese alla quarta domenica di Quaresima, scade quest’anno (con la Pasqua anticipata) al prossimo 2 marzo.
Ci sono quindi solo quattro settimane di tempo per la conclusione dei lavori. «I tempi sono effettivamente strettissimi», dice il vicesindaco Stoppato. «Ma se il tempo fosse buono e non ostacolasse lo svolgimento dei lavori, non è escluso che riusciamo a concludere l’intervento per quella data. Io ci spero. Il nuovo percorso pedonale sarebbe un bellissimo regalo per la gente di San Giovanni Lupatoto».

Si comincia con i primi tre chilometri

La pista sarà lunga tre chilometri e coprirà tutto il tratto di argine fra l’area vede della zona Porto e il confine con Zevio, quindi fino alla località Pontoncello. Avrà una larghezza di 4,80 metri, divisi fra la sede vera e propria della pista pedonale di 3,80 metri e di due cigli stradali di 0,50 metri per parte. Il fondo della pista sarà in ghiaino stabilizzato e rullato. La parte sottostante della massicciata sarà composta da uno spessore di 8 centimetri di ciotoli. La superficie sarà costituita da 5 centimetri di stabilizzato con ghiaino di taglia minuta, al massimo di 25 millimetri. Nei punti di accesso ci saranno delle sbarre per bloccare moto e motorini che oltre disturbare ciclisti e pedoni, danneggiano il fondo stradale. Ai lati del percorso verranno messe a dimora piante e arbusti autoctoni. Rispetto al progetto originario che prevedeva anche opere di arredo urbano (tavoli da pic nic, piazzole di sosta, fontanella, panchine e staccionate) tutto ciò non sarà più realizzato. Il sindaco Fabrizio Zerman ipotizza di arrivare un giorno a disporre dell’anello di piste che percorra l’argine destro dell’Adige, nel territorio di San Giovanni, prosegua nel territorio di Zevio, e risalga l’argine sinistro a San Martino fino a villa Buri. Ma Verona non appoggia questa soluzione preferendo fare le pista in città.
R.G.

E’ un sogno che si avvera dopo 20 anni

Della pista ciclabile sull’Adige si parla da almeno 20 anni a San Giovanni. Il primo vero progetto risale però al 2001 quando l’intervento - il sindaco era Severino Betti - entra nel piano delle opere pubbliche per una spesa di 282 milioni di lire. Ma non se ne fa nulla. Con Remo Taioli il percorso diventa subito un tema di discussione. Se ne dibatte a lungo, con opinioni diverse anche all’interno della stessa maggioranza e fra gli assessori. Nel 2004 la giunta reinserisce la pista nelle opere pubbliche del 2005 per una spesa di 145 mila euro. I vertici comunali prefigurano un intervento poco invasivo ma il progetto prevede invece l’asfaltatura. Contro questa ipotesi viene lanciata da ambientalisti e semplici difensori del fiume una petizione popolare che perora la causa di non asfaltare l’argine. La raccolta di firme raccoglie una adesione superiore alle attese. In poche settimane si raggiungono le 1700 firme e il risultato finale si ferma a quota duemila. Il dibattito politico fra chi spinge per asfaltare e chi invece ritiene più opportuno assecondare la volontà popolare è acceso. All’inizio del 2007 viene pubblicato l’appalto per la realizzazione della pista ciclabile con il fondo in stabilizzato (e non in asfalto). La nuova giunta Zerman lascia decantare per qualche mese la questione e poi fa partire i lavori.
R.G

 Imprimir   

giornale
Copyright (c) 2000-2006   Términos de Uso  Declaración de Privacidad
DotNetNuke® is copyright 2002-2012 by DotNetNuke Corporation