SAN GIOVANNI LUPATOTO. La nuova amministrazione ha approvato la realizzazione dei tre chilometri di tracciato sull’argine del fiume
Decolla la pista ciclabile ma non sarà d’asfalto
Verrà realizzata con il ghiaino stabilizzato ma senza le opere di arredo e le piazzole Stoppato: «Il sogno è un anello sull’Adige»
Sarà larga 4,80 metri e si risparmieranno 30 mila euro da impiegare altrove
GIUSEPPE STOPPATO ASSESSORE E VICESINDACO
Renzo Gastaldo
Il dado è tratto. La pista ciclopedonale sull’argine del fiume Adige si farà. Verrà realizzata in ghiaino stabilizzato con un’attrezzatura limitata all’essenziale. La decisione è stata adottata dall’amministrazione comunale di San Giovanni Lupatoto, che ha assegnato i lavori già banditi dalla precedente giunta Taioli.
I particolari dell’intervento li fornisce Giuseppe Stoppato, assessore ai lavori pubblici e vicesindaco. «I lavori sono stati appaltati e il relativo contratto con la ditta incaricata è stato firmato. La pista sarà lunga tre chilometri e coprirà tutto il tratto di argine compreso fra l’area verde della zona Porto e il confine comunale con Zevio, quindi fino alla località Pontoncello», chiarisce Stoppato. «Avrà una larghezza di 4,80 metri. La pista ciclopedonale vera e propria occuperà 3,80 metri e inoltre ci saranno due cigli stradali di mezzo metro per parte».
«Il fondo sarà in ghiaino stabilizzato e rullato», aggiunge il vicesindaco. «La parte sottostante della massicciata, in sostanza la fondazione, sarà composta da uno spessore di 8 centimetri di sassi con diametro tra 4 e i 6 centimetri. La superficie sarà costituita da 5 centimetri di stabilizzato con ghiaino di taglia minuta, al massimo di 25 millimetri».
«E’ stato deciso che nei punti di accesso ci saranno delle sbarre per vietare l’ingresso di moto e motorini che oltre disturbare ciclisti e pedoni, danneggiano il fondo stradale», continua Stoppato. «Ai lati il percorso sarà accompagnato da piante e arbusti autoctoni». Non saranno invece più realizzate quelle che erano state definite le opere di arredo urbano di contorno, come i tavoli da pic nic, le piazzole di sosta, la fontanella, le panchine e le staccionate inizialmente previste. «Ci saranno soltanto alcuni blocchi in pietra», precisa Stoppato. «Con i soldi risparmiati da questi mancati lavori, pari a circa 30 mila euro, si realizeranno due interventi, sempre legati al movimento su due ruote, vale a dire l’asfaltatura delle salite di raccordo tra via Ausetto e l’argine e la riparazione del fondo delle piste ciclabili di piazza Umberto I, che versano in stato di notevole degrado».
Viene quindi definitivamente sepolta l’ipotesi di asfaltare l’argine, contro la quale due anni fa c’era stata una mobilitazione popolare con la sottoscrizione di una petizione da parte di circa 2000 cittadini.
«Con questa pista ciclabile ci poniamo due obiettivi», dice l’assessore Stoppato. «Il primo è di dare finalmente il via a un’opera, che qualcuno ha sia denominato "green way", ovvero strada verde, di cui si parla ormai da almeno sette anni, rendendo pienamente fruibile alla cittadinanza un’area importante per tutti i lupatotini. Il secondo obiettivo è quello che quest’opera sia di stimolo alle altre amministrazioni comunali, cominciare da quella confinante di Zevio, per avviare un simile intervento lungo l’Adige nel loro territorio».
«Il sogno resta quello di poter disporre nel medio periodo dell’anello di piste ciclabili che percorra l’argine destro dell’Adige, nel territorio di San Giovanni e di Zevio, con l’argine sinistro e quindi la zona di San Martino Buon Albergo», conclude Stoppato. «Per ottenere questo obiettivo dobbiamo però risolvere la questione del collegamento tra le due rive. Speriamo che il sogno possa diventare realtà».
Oltre sei anni per arrivare al traguardo
La prima data che risulta negli atti ufficiali è il 2001. In quell’anno il progetto della pista ciclabile sull’argine del fiume entrò, sindaco Severino Betti, nel piano delle opere pubbliche per una spesa di 282 milioni di lire. Poi cambiò amministrazione e il percorso, pur non rientrando nel programma, divenne subito un argomento di dibattito. Nel 2004 la giunta guidata da Remo Taioli annuncia che l’intervento rientrerà nelle opere pubbliche del 2005 per una spesa di 145 mila euro. Si parla di intervento poco invasivo ma il progetto prevede invece l’asfaltatura. Contro questa ipotesi parla una petizione popolare che chiede di non asfaltare l’argine. La petizione raccoglie una grande adesione. In pochi giorni le firme arrivano a 800, poi salgono progressivamente fino a 1.700 per attestarsi infine a quota 2.000. Nella maggioranza c’è qualche assessore chi spinge per asfaltare e chi invece ritiene più opportuno assecondare la volontà popolare. Il dibattito interno determina uno stop di circa un anno. Poi, a fine legislatura, parte l’appalto per la realizzazione della pista in stabilizzato. Le elezioni portano alla carica di sindaco Fabrizio Zerman e una nuova maggioranza. La giunta temporeggia, e poi dà corso al progetto con qualche rettifica. Salvo ulteriori petizioni. R.G.