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Thursday, February 09, 2012 ..:: Itinerari » Rombo ::.. Register  Login
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cartina del percorso - click ingrandirePercorso
Merano, San Leonardo in Passiria, Passo Rombo, Solden, Landeck.
Landeck - Nauders in autobus.
Il giorno seguente rientro a Merano dopo un altro giro in bici.

Lunghezza: 140 km

Dislivello: 1900 m

Come
bici da corsa, zaino leggero, 8 ore

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Percorso un pò particolare, poichè per il rientro si deve utilizzare un altro giorno.La salita e lo spettacolo ripaga tutta la fatica per arrivare ai 2491 metri del Passo Rombo. Il traffico è particolarmente favorevole alla bicicletta poichè il valico è di secondariaimportanza: il passo è aperto solamente tre mesi all'anno e viene comunque chiuso la sera.Le numerose gallerie sono tutte non illuminate ma non costituiscono un grosso problema. La salita è molto dura.

Dettaglio
Si parte da Merano (che abbiamo raggiunto in treno), ma sarebbe meglio da S. Leonardo in Passiria (Km 10 - 688 slm).Questo tratto è infatti piuttosto trafficato e fastidioso con dei sali e scendi (tanti sali e pochi scendi).
Purtroppo ci accorgiamo subito di aver fatto male i calcoli poichè nonostante l'alzataccia,da Merano si è partiti troppo tardi.
Il primo tratto di salita, sino a Moso in Passiria non è difficile:ci si inoltra nella valle, risalendo con lunghi rettilinei esposti al sole.

Le difficoltà aumentano anche perchè ci si rende conto che le condizioni fisiche non sono il massimo.
Giunti nei pressi di Moso (km 17 - 1028 slm) incontriamo il primo tornante: è il primo avvertimento, il tratto che andiamo ad affrontare presenta infatti numerose insidie, specie appena prima del bivio per Stulles (km. 8,2) dove le pendenze toccano il 12%.
Fortunatamente l'ombra non manca: infatti la strada corre ora all'interno di un bel bosco che mitiga la calura estiva.

Passo Rombo - panoramaIn un susseguirsi di tornanti e rampe impegnative passiamo il bivio per Corvara(km. 12): ancora tre chilometri e si sbuca infine allo scoperto del bosco, iniziando il facile segmento mediano della salita.

Sono quattro chilometri di falsopiano, dove ci si può ritemprare dagli sforzi appena fatti in vista del terribile troncone finale della salita:il panorama comincia ad aprirsi, alla nostra sinistra la valle di Moso,di fronte a noi invece si intravede l'ardita sequenzadi tornanti tagliati lungo i fianchi della montagna a cui ci avviciniamo.
Superati due tipici ristorantini (Gasthof) ed alcune brevi gallerie giungiamo infine alla sbarra semaforica che regola il transito (il Passo è aperto solamente tra le 7 e le 22). Siamo all'inizio del segmento finale della salita, e dobbiamo percorrere ancora 9 chilometri di dura salita: la strada si arrampica lungo i fianchi della montagna conalcuni tornanti dove le pendenze si attestano quasi costantemente attorno al 10%.

Il panorama si fa avvincente, ora si scorge nella sua imponenza il ghiacciaio del Wurmkogl, nel parco naturale della Giogaia di Tessa: la fatica comincia a farsi sentire.

La vegetazione scompare, ai tre dalla vetta imbocchiamo una lunga galleria pianeggiante (500 metri) completamente buia, dove occorre prestare molta attenzione.Passo Rombo - foto davanti al cartello Il fondo comunque è buono. Ne seguono altre due più brevi, facilmente superabili: ormai siamo in vetta,l'ambiente è selvaggio, scrosci d'acqua cadono dalle rocce che fiancheggianola carreggiata.Un'ultima breve rampa e siamo in vista del passo: gli edifici della dogana.

Una breve pausa visto che di strada ne manca ancora parecchia: siamo attesi per trascorrere la notte al Passo Resia.

Dunque si riparte ben vestiti per la discesa, ma ecco l'amara sorpresa: una bella salita (quasi un chilometro) che ci obbliga a una veloce svestizione.

Inizia poi la lunga discesa che ci porta a Solden e al paese successivo in cui decidiamo difarci una adeguata sosta con tanto di piatto unico austriaco con erba cipollina.

Siamo in ritardo pazzesco sulla tabella di marcia: ma non si può far niente in più che stringere i denti, abbassare la testa e pedalare (purtroppo contro vento !).
Poco oltre un paio di auto ci sorpassano strombazzando e ci rendiamo conto che forse avevamoesagerato nell'abbassare la testa: avevamo infatti tranquillamente imboccato l'autostrada. Torniamo sui nostri passi, rientrando nella strada principale molto ondulata e, come sempre succede in queste occasioni,contro vento. Raggiungiamo a fatica Landeck dove decidiamo di prenderci una breve pausa perragionare. Ci rendiamo conto che i nostri ragionamenti non ci aiutano più di tanto.

La testa dunque non ci aiuta. Al contrario ci aiuta molto un'altra nostra parte del corpo (quella che appoggia sulla sella per capirsi ...) quando sfigurati passiamo davanti a un piazzale con degli autobus parcheggiati. Ci informiamo e l'autobus era pronto dopo dieci minuti a partire per Nauders, dotato addirittura di rastrelliera per i nostri cavalli d'acciaio. Non esitiamo e ci sediamo a goderci la salita per il Passo Resia che dovevamo invece percorrere in bici. Quando vediamo dei ciclisti impegnati a salire tra gli scarichi di autobus, camion e camper, ci rendiamo conto che trovarsi su quell'autobus ci aveva letteralmente salvato.

Arrivati a Nauders, prendiamo una bella pista ciclabile che porta fino al Passo Resia esuccessivamente all'omonimo paese dove ci attendevano per la cena e per il giro del giorno successivo (Passo dello Stelvio nella giornata senza traffico) dei nostri amici. Durante la cena, anche se non c'era nulla da vergognarsi, non abbiamo mai parlato dell'autobus ma solo della bellissima salita del Passo Rombo.

  

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