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sabato 19 maggio 2012 ..:: Itinerari » Pordoi e Fedaia ::.. Registrazione  Login
 Itinerari Riduci

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 Pordoi e Fedaia Riduci
cartina del percorso - click ingrandire
Percorso
Pozza di Fassa, Canazei, Passo Pordoi, Arabba, Livinallongo, Rocca Pietore, Passo Fedaia, Canazei, Pozza di Fassa

Lunghezza: 90 km

Dislivello: 1800 m

Come
Due in bici da corsa e due in MTB, zainetto leggero in spalla, tempo buono (ma con la neve del giorno precedente), 6 ore di bicicletta

Commenti
Uno dei giri più spettacolari (e duri) poichè il Passo Fedaia è veramente da temere. Per noi è stato particolarmente fortunato per la nevicata del giorno precedente che ha reso i panorami veramente unici, soprattutto inusuali per la bici. Auguro a tutti i ciclisti di divertirsi quanto noi quel giorno.

Dettaglio.
Ci si alza il mattino presto con poco entusiasmo, poichè il giorno precedente c'era maltempo e freddo. Si sta pensando ad una gita alternativa, più breve di quella pianificata, quando vediamo passare un gruppetto di ciclisti ben vestiti, ma che avevano l'aria di andare verso Passo Pordoi. Per noi è come accendere una miccia e notando che la temperatura sta piano piano aumentando. Si vede il sole e si decide di andare.
Si parte da Pozza di Fassa e con una "sgambatina" si arriva a Canazei.
Una fermata giusto per recuperare qualche camera d'aria, visto che la giornata era iniziata male, con una pizzicata cambiando i coppertoni.
Piano, piano ci si convince che la giornata è quella giusta. Il maltempo del giorno precedente era stato cacciato dalle nostre preghiere.
Si attacca il Pordoi (2239slm).Si sa già dall'inizio tutto e cioè che è duro, ma costante e non proibitivo.
Prima dentro la vegetazione, e poi allo scoperto, i tornanti sono sempre costanti.Passo Pordoi - foto davanti al monumento
Quando si esce allo scoperto il panorama del maestoso Sella è stupendo.
Peccato per il traffico, particolarmente intenso. Tra l'altro si incrociano spesso degli
autobus.

Sulla vetta è d'obbligo la foto con il monumento a Fausto Coppi.Panoramica è anche la serpeggiante discesa attraveso la quale si raggiunge Arabba.

C'è un falsopiano sino a Pieve di Livinallongo, superata la quale si imbocca la discesa molto bella ma anche molto pericolosa che porterebbe a Caprile.

Attenzione, dopo il discesone si arriva ad un bivio, in cui si deve prendere la destra, con una improvvisa salita che riporta alla cruda realtà: la pacchia è finita ed è solo una avvisaglia di quello che ci Passo Fedaia - la parte più difficileaspetta.

Il ricordo torna alla Maratona delle Dolomiti di qualche anno prima dove effettivamente i questopunto si era formata una grossa calca di ciclisti.
Di lì a poco si raggiunge Rocca Pietore dove una fermata è d'obbligo pre prendere un po' di fiato e mangiare un boccone. D'improvviso ci coglie un dubbio: il Passo sarà aperto ? Il gestore del bar non è sicuro, e questo la dice lunga sulla validità del dubbio sorto. Una telefonata al Passo supera la nostra incertezza e risaliamo sui nostri cavalli di ferro.
La salita è dura ma pedalabile, fino a quando si raggiunge il bivio per la strada vecchia.
Noi la prendiamo e ci gustiamo lo spettacolo delle cascate che lambiscono proprio la strada.
La salita diventa sempre più dura fino a quando si riprende la strada principale.
Si affronta il famoso rettilineo di fronte a Malga Ciapela: sembra non finire mai.
Qui ognuno va per conto suo. Impossibile seguire il passo di un altro. Anche noi quattro siamo divisi.
Concluso il tratto più duro, si rifiata un pò ma c'è qualcosa di strano: si vede la strada in alto e l'impressione è che la la pendenza aumenti.
Dopo un tornante infatti si vede il cartello del 15%. E qui inizia l'ultimo fatica. A destra della strada c'è un autobus appoggiato alla parete rocciosa: molto probabilmente aveva Passo Fedaia - foto davanti al cartellotentato la discesa il mattino o la sera precedente quando il fondo stradale era ancora coperto dalla neve. L'arrivo in vetta a Passo Fedaia (2054slm) merita una sosta al rifugio.

Vietato buttarsi ora a capofitto sulla discesa anche perchè il freddo si fa sentire. Anche il tratto successivo in discesa merita delle soste con delle foto. La discesa è lunga ma non pericolosa.

  

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