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L'Arena del 11/11/2007
  
SAN GIOVANNI LUPATOTO. Incontro tra ciclisti e amministratori per migliorare le piste

Troppi pericoli in bici

Lupo propone soluzioni

di Renzo Gastaldo
Ci sono 500 metri di strada che sono una vera trappola per i ciclisti che si muovono fra San Giovanni Lupatoto e Verona. Sono quelli che vanno dall'incrocio fra via Garofoli e via Ca' Nova Zampieri (dove termina la pista ciclabile che arriva dal centro) fino a Palazzina. La denuncia viene da Alberto Bottacini, presidente di Lupo in bici, l'associazione locale di appassionati della bicicletta. «Il tratto di strada, privo di pista ciclabile, è pericolosissimo», dice. «Sul cavalcavia dell'autostrada in particolare, dove ci sono quattro corsie per le auto e neppure un metro per i ciclisti, che sono sfiorati dai veicoli. È molto meglio la soluzione adottata sul sovrappasso dell'ex statale Rodigina, dove le corsie per le auto sono state ridotte a due e i ciclisti hanno più spazi a disposizione».
Bottacini nei giorni scorsi ha incontrato il sindaco Fabrizio Zerman e il vice Giuseppe Stoppato per discutere i problemi della bici a livello lupatotino. Le richieste che il presidente del sodalizio ha messo sul tappeto sono state innumerevoli. La prima riguarda la pista ciclabile Raldon-Pozzo che deve essere completata e collegata alla rete ciclabile del paese.
L'attenzione dei ciclisti va anche alla contestata pista dell'argine dell'Adige; chiedono un percorso ciclopedonale con una semplice battitura o leggera asfaltatura dell'argine, almeno dal porto dell'Adige fino a via Ausetto. «L'ideale sarebbe raggiungere Zevio da una parte e Verona dall'altra via canale Marazza per dare la possibilità di vario utilizzo del percorso», dice Bottacini.
I ciclisti chiedono anche la manutenzione delle piste ciclabili, che «mostrano forti lacune» e che nelle nuove lottizzazioni venga realizzato, oltre alla pista prevista per legge, anche il collegamento con altre piste. Segnalano in proposito che mancano collegamenti con via Marinai d'Italia, che porta alla zona sportiva.
I ciclisti chiedono poi la creazione di una mappa delle piste ciclabili da aggiornare ogni anno e da distribuire alle famiglie. Servono inoltre interventi sugli automobilisti per segnalare l'esistenza del limite dei 30 chilometri orari nei quartieri residenziali. Si sollecita anche la costituzione di un ruolo comunale incaricato di seguire tutte le iniziative che riguardano la bicicletta e dell'educazione dei bambini all'uso della bicicletta. Viene chiesto infine di dare qualche segnale forte. «Perché non mostrare qualche foto del sindaco in bici? Perché non fornire di bicicletta i vigili urbani, i messi comunali, la protezione civile, i dipendenti del comune, i vigili di quartiere, i postini?», suggerisce Bottacini. Un consiglio i ciclisti lo danno anche ai negozi: munirsi di rastrelliere, fanno sviluppare gli affari.

IL SINDACO

Accogliamo tutti i suggerimenti

Non dovrebbero trovare ostacolo le proposte dell'associazione dei ciclisti lupatotini da parte del sindaco Fabrizio Zerman e non solo per il fatto che il primo cittadino è un amante delle due ruote.
«Accolgo i suggerimenti della popolazione in questo ambito», dice il primo cittadino. «Condivido l'obiettivo di combattere e ridurre con ogni mezzo il traffico e l'uso della bicicletta è uno dei rimedi principali».
«Credo che dotare il paese di una adeguata rete ciclabile, oltre ai 14 chilometri esistenti, sia un rimedio valido per il traffico e anche una scelta di civiltà», aggiunge il primo cittadino di San Giovanni Lupatoto. «Le proposte saranno vagliate dai nostri uffici, anche se mi risulta che gli incaricati della progettazione abbiano già tenuto conto di alcuni consigli. A proposito di zone 30, io le metterei anche in piazza». L'impegno di dare seguito alle richieste dei ciclisti passa ora a Giuseppe Stoppato, assessore ai lavori pubblici. R.G.

  

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