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martedì 7 febbraio 2012 ..:: Stampa » 20071013 ::.. Registrazione  Login
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ZEVIO. Gli appassionati domani in sella per protesta sulla Ciclopista lungo il fiume, per perorare la sua realizzazione, che tarda da 10 anni

Si pedala sull'Adige. Ma la pista non c'è

Inaugurata «Melissima» partita con il vento in poppa per le quotazioni elevate della produzione di pomi

Con il vento in poppa di quotazioni che finalmente pagano gli sforzi dei frutticoltori, ieri ha aperto i battenti Melissima,...

Domani un fuori programma: le associazioni Lupo in bici e Amici della bicicletta pedaleranno da Verona a Melissima sulla pista ciclabile che non c'è, quella sulla sommità dell'argine dell'Adige. Un modo per rimarcare la necessità di realizzare in tempi medio-brevi la Ciclopista dell'Adige nella zona sud di Verona fino al confine provinciale. Doppia la partenza: alle 9.15 da via Spagna, a Verona; alle 10.30 da San Giovanni Lupatoto, in via Porto. Causa ghiaioni, per ciclisti e podisti la pista che non c'è è particolarmente sconnessa all'altezza di Santa Maria di Zevio. Da vedere lungo il percorso, la vecchia centrale elettrica Santa Caterina, il porto di San Giovanni, l'area di Pontoncello compresa nel progetto di parco portato avanti da tre Comuni - San Martino, San Giovanni e Zevio -, la centrale Sava, infine Melissima. Dopo il pranzo al sacco di nuovo in sella per tornare a Verona-parco Villa Buri, arrivo previsto entro le 17. «Peroriamo la Ciclopista dell'Adige a valenza nazionale inserita in un anello di circa 35 chilometri completamente isolato dal traffico automobilistico», recita il volantino.«Progetto e fondi per finanziare un tratto lupatotino della ciclabile già c'erano 10 anni fa, a cura dell'amministrazione Betti. Da allora più nulla», commenta amaro Alberto Bottacini degli Amici della bicicletta. «Importante sarebbe congiungere Verona con Zevio, dove partirà la ciclabile Zevio-Giazza. Attualmente bisogna spostarsi sul Mincio o nelle province di Trento e Bolzano per pedalare in sicurezza. Gli argini dell'Adige, rimangono al palo quando potrebbero essere le nostre ciclabili per eccellenza. Non si capisce poi perché la Provincia insista nel fare la Ciclopista del sole sulla sinistra Adige quando il grosso della popolazione vive sulla destra».
Piero Taddei

  

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