ZEVIO. L’allungamento del tragitto da Verona sarebbe una biforcazione della ciclabile Berlino-Mare Mediterraneo
Pista per bici fino in città
Zerman: «Lo stop al fondo in terra battuta sull’argine è solo dovuto al desiderio della Giunta di allungarla» La ciclabile tra Verona e Zevio passante per San Giovanni Lupatoto potrebbe essere più a portata di mano di quanto si possa immaginare. Con buona pace di quanti - come riportato nei giorni scorsi dal giornale L’Arena - guardano con sospetto allo stop della giunta Zerman al controverso fondo in terra battuta, lungo circa tre chilometri, sulla sommità dell’argine tra Porto e Pontoncello, previsto dalla precedente amministrazione Taioli. Zerman ha motivato il disco rosso sostenendo la necessità di concertare un tragitto più lungo con le amministrazioni di Zevio e Verona.
Un itinerario per le due ruote Villa Buri-Zevio che lambirebbe San Martino Buon Albergo è già nel calendario lavori 2008 della Provincia. E stando alle dichiarazioni dell’assessore provinciale ai lavori pubblici Luca Sebastiano, l’ente sarebbe disposto a spostare la pista sulla destra Adige, se i tre Comuni interessati - Verona, San Giovanni Lupatoto e Zevio - fossero a loro volta propensi a coprire i maggiori oneri per l’allungamento del tragitto. L’assessore aveva rivelato che già in un primo momento il piano provinciale aveva spostato la ciclopista da sinistra a destra dell’Adige. Mentre la precedente amministrazione zeviana sembrava indisponibile a compartecipare al surplus di spesa, possibilista è il nuovo sindaco Paolo Lorenzoni, che si dichiara disponibile ad allestire la ciclabile sulla destra Adige, allungandola sino a Perzacco, frazione zeviana qualche chilometro più a valle di ponte Perez.
Da qualsiasi parte del fiume sarà, il tratto Villa Buri-Zevio risulterà una biforcazione della ciclopista del Sole che da Berlino condurrà a Malta. L’eventuale dirottamento avverrebbe attraversando l’Adige sul ponte del Pestrino.
Una volta completati i collegamenti, i cittadini di San Giovanni Lupatoto e Zevio potrebbero spostarsi sui pedali tra il Mediterraneo e il Nord Europa. La pista sulla sommità dell’Adige - la via più breve per raggiungere la città - potrebbe rappresentare un’alternativa per pendolari desiderosi di conciliare l’utile con il dilettevole. Non solo: secondo alcuni ambientalisti la ciclopista avrebbe notevole rilevanza naturalistica, essendo inserita tra la vegetazione spontanea dell’Adige. Se sarà fumata bianca rimarrà da sciogliere un nodo: asfaltare la ciclopista o lasciarla in terra battuta? Contro l’asfaltatura San Giovanni ha raccolto 2.000 firme. I pro, invece, sostengono che per essere tale una ciclabile va asfaltata; a ulteriore sostegno della loro tesi, invitano a prendere ad esempio le ciclabili del Trentino, tutte asfaltate.
E il recente livellamento dell’argine tra Pontoncello e Zevio con «stabilizzato» (ciottoli), di fatto ha trasformato tratti di argine in una pietraia quasi impraticabile, sia in bici sia a piedi.