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martes, 07 de febrero de 2012 ..:: Stampa » 20070508 ::.. Registrarse  Entrar
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ZEVIO. La Giunta uscente: «sì» alla pista

Ciclabile dell’Adige: il primo tratto si farà

Zevio.
Si farà un tratto della tanto discussa pista ciclabile sull’argine dell’Adige tra San Giovanni e Zevio? In consiglio, l’amministrazione comunale uscente ne ha annunciato la realizzazione di uno stralcio. Sarà in terra battuta, ha precisato Samuele Campedelli in risposta a un’interrogazione di Claudio Strambini (Ds). Il vice della Tezza, nonché assessore ai lavori pubblici, ha aggiunto che il percorso riguarderà il tratto tra il confine con San Giovanni e Santa Maria, due chilometri e 700 metri sull’argine, costo 170 mila euro. «Una cospicua parte dei fondi necessari arriverà dalla minore spesa a carico del Comune per l’ampliamento in corso delle elementari di Campagnola, grazie al contributo di 190.000 euro elargito da Fondazione Cariverona».
Campedelli ha sostenuto che «quel tratto di ciclabile rappresenterà un passo in avanti nella realizzazione di un’opera mai trascurata dall’amministrazione comunale». Nero su bianco, Strambini aveva perorato l’importanza di una ciclabile su un’area «di rilevante interesse ambientale e all’interno del piano stralcio di parco dell’Adige elaborato dall’Autorità di bacino». Il consigliere di minoranza si era schierato per lo spostamento dall’argine sinistro al destro della biforcazione Villa Buri-Zevio prevista con la ciclopista del Sole che collegherà Berlino a Malta. «Quanto previsto dalla Provincia sulla destra Adige non ha senso per la nostra gente e quella di San Giovanni Lupatoto», ha detto Strambini.
Maria Luisa Tezza è intervenuta per sottolineare i lacci burocratici in cui, a suo dire, incapperebbero gli interventi programmati su proprietà demaniale. Poi ha giustificato il pollice verso di Zevio all’ipotesi di ciclopista avanzata da San Giovanni «perché si sarebbe trattato di un’autostrada che avrebbe incrementato l’afflusso dei mezzi nell’ambiente dell’Adige e, di conseguenza, gli smaltimenti abusivi». Campedelli, a suo volta, ha sostenuto che spostare la ciclopista del Sole da sinistra a destra del fiume avrebbe comportato una maggiorazione di spesa che sarebbe ricaduta sui Comuni. «Al tavolo delle trattative tra Provincia e Comuni, Zevio ha detto no per motivi di bilancio e poi perché potrà comunque beneficare del collegamento con Verona, seppure sull’argine sinistro».
Intanto il vicepresidente della Provincia, Antonio Pastorello, fuga i timori relativi al congelamento della ciclopista del Sole causa i tagli introdotti dalla legge Finanziaria: «La programmazione consentirà ai Palazzi Scaligeri di confermare tutti gli interventi, compreso il terzo lotto della ciclopista per 3,6 milioni di euro, lavori nel 2008».
Salvo spostamenti della ciclabile del Sole sulla destra del fiume, realizzare il tratto in battuto tra San Giovanni e Santa Maria sarà compito dell’amministrazione comunale che uscirà dalle urne a maggio. A camminatori e ciclisti dell’argine non resta che sperare sia la volta buona, anche se parziale, perchè il tracciato si fermerà qualche chilometro prima del capoluogo. Intanto in zona si continua a maledire chi ha avuto l’idea di cospargere la sommità del terrapieno con spigoloso pietrisco che mette a repentaglio copertoni e caviglie. Il Genio civile ha fatto sapere che l’intervento rende l’argine più percorribile ai mezzi di servizio. Gli habitué del fiume, viceversa, ritengono si tratti di «un espediente per tenere lontana la gente dall’Adige».
Piero Taddei

  

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