ZEVIO. L’associazione Freedom di Pontoncello sogna un percorso protetto anche attraverso San Giovanni e San Martino
Adige, pulizie in vista del parco
Volontari bonificano gli argini, «ma i Comuni si accordino per l’oasi»
Zevio.
Un parco naturale dell’Adige lungo due chilometri sulla sponda sinistra del fiume, parte in Comune di Zevio, parte in quello di San Giovanni Lupatoto. Nel progetto anche un chilometro di sponda sinistra dell’Adige in Comune di San Martino Buon Albergo. Lo propone a Regione, Autorità di bacino, Genio civile e sindaci l’associazione zeviana di promozione sociale Freedom, con sede a Pontoncello. Scopo, come spiega il presidente Gianluca Passarin, rendere vivibile il polmone verde dell’Adige.
La trentina di volontari con il pallino della tutela ambientale vuole ripulire " gratis " i tratti tra gli argini individuati: raccolta e smaltimento di rifiuti e rottami, sfalcio dei rovi, taglio e asportazione di piante secche o pericolanti. Freedom preme sull’acceleratore anche perché, come spiega Passarin, per progetti di questo tipo la Regione concede contributi. Indispensabile però che i sindaci inviino al più presto le richieste a Venezia. La parte di parco sulla sponda destra del fiume sarebbe a ridosso con la tanto dibattuta pista ciclabile che l’amministrazione Taioli di San Giovanni ha in animo di realizzare e che molti zeviani auspicano posa continuare sino al ponte Perez, a due passi dal centro del capoluogo.
L’idea dell’associazione di Pontoncello compare tra le proposte contenute dal piano stralcio dell’Autorità di bacino riguardante il tratto d’Adige compreso tra Pontoncello e Tombazosana, in Comune di Ronco, recentemente discusso in prima battuta a Zevio tra enti interessati. L’Autorità di bacino punta a concertare un parco fluviale lungo circa 25 chilometri che riqualifichi l’ambiente, ne favorisca la fruizione, riduca inquinamenti e rischi idraulici, migliori le condizioni bio-ecologiche del fiume e delle sue rive, attivi un servizio di gestione e di sorveglianza della zona interessata dal piano. Dopo le grandi pulizie, l’associazione di Pontoncello propone di sbarrare l’accesso notturno al parco da parte delle auto, vietare caccia, fuochi, molestie ad animali, taglio di piante, impedire eventuali abusivi e disboscamenti non autorizzati.
«Dopo aver ripulito circa 20-30mila metri quadrati di terreno tra gli argini, vorremmo valorizzare al meglio il parco ripristinando il paesaggio caratteristico, allestendo percorsi pedonali e d’osservazione naturalistica, collocando attrezzature ludiche e ricreative per, ad esempio, la pallavolo o il ping-pong. Infine attivare alcuni parcheggi, dato che su tutto il parco proponiamo il divieto di transito alle autovetture», conclude Passarin.
Intanto i volontari di Freedom si sono cimentati in una prova di pulitura: radunate immondizie d’ogni tipo e un’infinità di ramaglie. Entusiasti gli habitué dell’Adige e pure Maria Luisa Tezza. Per spianare la strada all’iniziativa, il sindaco annuncia d’aver convocato un incontro tra enti interessati e l’assessore regionale ai parchi Stefano Valdegamberi. Prudente invece il giudizio di Ezio Zenatti, assessore lupatotino all’ambiente: «Teoricamente gli interventi di riqualificazione dell’Adige ci stanno bene. Da valutare la creazione di parcheggi: mancano le strade d’accesso e abbiamo in animo di vietare il traffico sulla ciclabile che realizzeremo sulla sommità dell’argine». Possibilista il sindaco di San Martino, Mario Lonardi: «Qualche aspetto della proposta è da approfondire. Tuttavia ritengo che vadano sostenuti progetti volti a valorizzare le sponde del fiume al fine di farle godere alla popolazione. Anche perché finora nessun progetto del genere ha trovato risposte in un contesto sovraccomunale a valle di Verona».