Da Giazza all’Adige in bici
Il tracciato turistico utilizzerà stradine e l’argine del Progno
Nove comuni approvano una identica delibera d’indirizzo per la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale lungo il torrente Progno di Illasi.
L’iniziativa era stata attivata mesi fa da Aldo Masconale, responsabile del Comitato per la salute di Verona Est, che in prima persona si era mosso sollecitando l’adesione dei comuni attraverso gli uffici tecnici e gli assessori. Hanno aderito Selva di Progno, Badia Calavena, Tregnago, Illasi, Colognola, Lavagno, Caldiero, Zevio e Belfiore, «un’ideale spina dorsale», come la definisce Masconale, che dal Carega porta alla pianura dell’Adige, una boccata d’ossigeno per trovare agli amanti della bici e del trekking un’alternativa alla trafficata strada provinciale 10 della Val d’Illasi e all’ormai impercorribile ex statale 11.
Si sono già svolti alcuni incontri informali fra i responsabili tecnici e amministrativi dei diversi Comuni, finalizzati alla stesura del documento sottoscritto all’unanimità dalle giunte e all’avvio delle procedure per la realizzazione del percorso che dovrà essere tracciato lungo l’argine destro orografico del torrente. Vi hanno preso parte il sindaco di Selva, Silvano Valcasara, il vicesindaco di Tregnago Guido Pigozzi, gli assessori e consiglieri Eridani (Badia), Tosi e D’Ambrosio (Illasi), Tregnaghi (Colognola), Vesentini (Caldiero), Facchini (Lavagno), Barbieri (Belfiore) e Tonoli (Zevio).
«Abbiamo già fatto dei sopralluoghi e delle fotografie aeree partendo da Selva di Progno fino a Illasi», spiega Masconale, «e altri sono in corso di realizzazione, tra Lavagno e Zevio e tra Zevio e Belfiore, ma il risultato più importante è stato ottenere l’adesione di nove amministrazione al progetto, che terrà conto della programmazione provinciale e regionale per essere inserito nelle opere sovracomunali».
Il percorso attraversa località naturalistiche, storiche, di valore architettonico e paesaggistico indubitabile e si svolge per diversi chilometri su strade già tracciate, come da Sant’Andrea a Marcemigo di Tregnago, attraversando contrade suggestive come Pèrgari di Badia Calavena, il bosco della Fietta, Scorgnano, Marcemigo o più a sud i siti romani e altomedievali di Deserto, Gusperino, Pieve e Leppia, tra Illasi e Caldiero, fino a incontrare la pista ciclabile dell'argine dell’Adige, con la Zerpa, le corti e le grandi bonifiche.
«Nei sopralluoghi abbiamo segnalato come tanti siti rimasti incontaminati dall’edificazione siano tuttavia ridotti a discarica abusiva: il tracciato servirà anche per togliere questi luoghi dalle zone d’ombra che ne favoriscono il degrado», precisa Masconale.
Con il project financing dell’escavazione di ghiaia dal Progno, di cui però non sono ancora ben definiti i contorni del progetto regionale, dovrebbe essere garantito anche il restringimento dell’alveo del torrente, la costruzione di nuovi argini e il ripristino di quelli danneggiati nonché spazio, su nuovo terreno demaniale, per la realizzazione del tracciato della ciclabile. Ci sono aspetti ancora da definire (studio di fattibilità, esecutività, attraversamenti a guado), ma è comunque importante che si sia iniziato a parlarne.
«L’impegno delle amministrazioni è concreto», assicura Walter Facchini, assessore a Lavagno, «perché si tratta in un asse importante che collega la Lessinia all’Adige e al mare».
«È uno sfogo per noi che qui ci viviamo e che cerchiamo sollievo in isole respirabili e tranquille, nonché opportunità per i visitatori, oltre che proposta economica di un certo interesse per gli operatori dell’area quando la pista entrerà nel circuito virtuoso del turismo ecologico», precisa Facchini.
Proprio Lavagno, con gli attraversamenti di autostrada, statale e ferrovia, rappresenta il nodo cruciale della realizzazione: «Infatti stiamo studiando diverse soluzioni, non ultima quella di utilizzare tratti dell’alveo, asciutto per 360 giorni all’anno, per il superamento di questi nodi e anche di prevedere una corsia ciclabile protetta che permetta l’attraversamento in sicurezza nella prossima rotonda che la Provincia intende realizzare a Vago per collegare l’ex statale con la Nuova Porcilana», aggiunge Facchini.
Ma il lavoro più urgente è cercare alleanze e finanziamenti a livello provinciale e regionale: «Ci sono fondi accantonati da questi enti per progetti che coinvolgono più comuni e a cui speriamo di attingere: del resto non proponiamo una cosa effimera», conclude Facchini, «ma concreta e importante anche dal punto di vista economico».
A sostegno della proposta di pista ciclo-pedonale ci sarà un’iniziativa nel mese di giugno organizzata dal Comitato per la salute di Verona Est in collaborazione con le amministrazioni comunali, l’associazione Amici della bicicletta e gruppi di cicloamatori locali e di volontariato per un’escursione in bici da Giazza (raggiunta in pullman con bici al seguito) a Illasi lungo molti tratti di quello che potrà diventare un percorso attrezzato. Un convegno sarà dedicato al tema e tutte le amministrazioni interessate avranno lo spazio per illustrare i tratti ciclabili esistenti o in progetto.
Vittorio ZambaldoFacchini, assessore a Lavagno, «perché si tratta in un asse importante che collega la Lessinia all’Adige e al mare».
«È uno sfogo per noi che qui ci viviamo e che cerchiamo sollievo in isole respirabili e tranquille, nonché opportunità per i visitatori, oltre che proposta economica di un certo interesse per gli operatori dell’area quando la pista entrerà nel circuito virtuoso del turismo ecologico», precisa Facchini.
Proprio Lavagno, con gli attraversamenti di autostrada, statale e ferrovia, rappresenta il nodo cruciale della realizzazione: «Infatti stiamo studiando diverse soluzioni, non ultima quella di utilizzare tratti dell’alveo, asciutto per 360 giorni all’anno, per il superamento di questi nodi e anche di prevedere una corsia ciclabile protetta che permetta l’attraversamento in sicurezza nella prossima rotonda che la Provincia intende realizzare a Vago per collegare l’ex statale con la Nuova Porcilana», aggiunge Facchini.
Ma il lavoro più urgente è cercare alleanze e finanziamenti a livello provinciale e regionale: «Ci sono fondi accantonati da questi enti per progetti che coinvolgono più comuni e a cui speriamo di attingere: del resto non proponiamo una cosa effimera», conclude Facchini, «ma concreta e importante anche dal punto di vista economico».
A sostegno della proposta di pista ciclo-pedonale ci sarà un’iniziativa nel mese di giugno organizzata dal Comitato per la salute di Verona Est in collaborazione con le amministrazioni comunali, l’associazione Amici della bicicletta e gruppi di cicloamatori locali e di volontariato per un’escursione in bici da Giazza (raggiunta in pullman con bici al seguito) a Illasi lungo molti tratti di quello che potrà diventare un percorso attrezzato. Un convegno sarà dedicato al tema e tutte le amministrazioni interessate avranno lo spazio per illustrare i tratti ciclabili esistenti o in progetto.
Vittorio Zambaldo