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sabato 19 maggio 2012 ..:: Stampa » 20060322 ::.. Registrazione  Login
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Pozzerle: «Ciclabile asfaltata»

L’assessore: «Realizzeremo la pista collegata alla città». Resta il nodo-Zevio Il Comune di Verona appoggia il progetto lupatotino e si dice favorevole a investire nell’operazione, ma a una condizione

Il dibattito sulla pista ciclabile asfaltata in riva all’argine dell’Adige continua in paese ma, pian piano, lo scenario si chiarisce. Infatti, se l’amministrazione comunale di Zevio dice di no all'ipotesi di asfaltatura prevista dal progetto lupatotino, quella di Verona ne conferma la validità e promette di asfaltare il tratto di sua competenza. L'Arena ha infatti chiesto all’assessore ai lavori pubblici di Verona, l’ingegner Carlo Pozzerle, se esista la disponibilità del comune di Verona a realizzare il tratto di pista ciclopedonale lungo la riva destra dell’Adige verso San Giovanni Lupatoto ottenendo, come risposta, una conferma. L’ipotesi sarebbe quella di mettere in collegamento il ponte del Pestrino, a Verona, con la zona della centrale elettrica Enel di San Giovanni Lupatoto passando lungo la riva del canale Marazza e del canale Santa Caterina, canali di carico della centrale idroelettrica lupatotina. «Il progetto non è ancora predisposto nei dettagli, ma se non emergeranno particolari problemi penso che l’intervento si possa fare», dice l’assessore Pozzerle. «Abbiamo fatto un sopralluogo e un primo studio, dai quali non è emersa l'esigenza di grandi interventi e quindi neppure di grosse spese. Di fatto la pista c’è già e quindi non occorre una spesa molto impegnativa per la sua realizzazione. Mi pare che quello che manca sia soprattutto la segnaletica». Il sindaco Taioli aveva detto che la pista lupatotina sarebbe stata asfaltata se a monte e a valle del tratto locale i Comuni di Verona e di Zevio avessero fatto altrettanto. «Una parte di percorso è già asfaltata, quella che manca la faremo», assicura l’assessore Pozzerle. «Credo che fare una striscia di asfalto di circa due chilometri che porti fino al confine del Comune di Verona nei pressi di Palazzina non dovrebbe comportare una spesa troppo alta. Ovviamente il tipo di intervento che potremmo realizzare come Comune di Verona sarà di livello base; e quindi non troppo sofisticato. Credo che la pista ciclopedonale che verrà realizzata sarà di tipo turistico, finalizzata più alle gite domenicali che non ai trasferimenti giornalieri da San Giovanni alla città e viceversa». Per quello che riguarda i tempi di realizzazione della pista, l’assessore Pozzerle preferirebbe non sbilanciarsi. «Ci metteremo d'accordo con l'amministrazione comunale di San Giovanni Lupatoto», dice Pozzerle. «Comunque ritengo che l'anno di realizzazione potrebbe essere il 2007». La realizzazione del tratto di pista ciclabile in territorio comunale di Verona pone la questione della prosecuzione verso Palazzina del percorso ciclabile lupatotino. Il progetto approvato dal comune prevede infatti la realizzazione della pista ciclabile dall’area verde della zona Porto fino a Pontoncello. A seguito delle disponibilità manifestata da Verona occorre ora, per dare continuità all’intervento, prevedere la realizzazione del tratto fino a Palazzina. Ciò potrà avvenire risalendo dalla zona del Porto verso le centrali idroelettriche. Qui ci sono due possibilità per superare l'area delle centrali. La prima è quella di percorrere la riva destra del canale Milani, raggiungere via Garofoli e poi ridiscendere verso il canale Santa Caterina. La seconda (più suggestiva ma anche più costosa) è quella di attraversare l’isola del Penelon e, attraverso due piccoli ponti da realizzare lungo il corso dell'Adige, di risalire verso la riva sinistra del canale Santa Caterina.

- Il consigliere Gianpaolo Bianchi prende posizione

«Terra battuta? Soltanto problemi»

A sostegno dell'asfaltatura dell’argine interviene il consigliere comunale Gianpaolo Bianchi. «Su questo progetto ci sono opinioni discordanti, sopratutto espresse da persone che si dicono esperte in materia, ma che invece hanno grosse lacune sul tema e che vorrebbero il fondo in terra battuta», dice Bianchi. «Realizzando una pista in sola terra battuta otterremmo un’opera di durata breve, con una continua e costosa necessità di manutenzione. Usando invece un asfalto a basso impatto ambientale, si eviterebbero tali inconvenienti in quanto verrebbe garantito un fondo asciutto e adeguato al transito non solo di podisti ma di ciclisti, carrozzine, pattinatori e anche di quei mezzi agricoli che transitano sull’argine dell’Adige. La pista ciclabile ha anche lo scopo di favorire l’uso di mezzi di trasporto alternativi all’auto, in quanto si potrà in breve raggiungere Verona e Zevio. Anche l’asfaltatura di via Ausetto insegna: tanti che allora avevano criticato l'asfaltatura ora ringraziano del risultato». «Vorrei chiedere agli oppositori ecologisti se vanno in giro per il paese in bicicletta, a piedi o in auto. La verità vi stupirà», aggiunge polemicamente Bianchi. «Io so quanta fatica ci è costato realizzare il parco dell’Adige, al quale nessuno degli attuali oppositori ha collaborato. È normale che ogni progetto riceva critiche, che sono opportune se costruttive e fatte con onestà intellettuale. Qui stiamo invece assistendo alla irriverente lapidazione di una buona iniziativa». (r.g.)

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