ZEVIO.
La pista lungo l’Adige
Tezza: «La ciclabile non può diventare strada alternativa»
«Un parco non si concilia con l’asfalto»
Zevio. Sulla ciclabile lupatotina dell’argine, prevista sino al confine con Zevio, al momento corrono le polemiche. Quelle tra i primi cittadini dei due Comuni confinanti. Maria Luisa Tezza contesta le dichiarazioni di Remo Taioli, che dalle colonne de «L’Arena» aveva chiamato in causa Provincia e Zevio, sostenendo che alle amministrazioni locali spetta il compito di offrire percorsi alternativi in un periodo caratterizzato dall’alto inquinamento provocato dalle polveri sottili.
Non solo, l’amministrazione lupatotina aveva giudicato affrettata la bocciatura da parte della Tezza della prevista ciclabile (tre chilometri d’asfalto tra la località Porto e Pontoncello) in quanto San Giovanni vedrebbe di buon occhio un collegamento adatto alle due ruote tra Zevio e Verona. Perché? «Quale alternativa per centinaia o migliaia di cittadini che potrebbero evitare l’uso dell’auto», secondo Taioli.
«Un conto è l’argine dell’Adige, un altro è la ciclosostenibilità del territorio», sbotta di rimando la Tezza. «Non ritengo che il terrapieno del fiume vada utilizzato come strada alternativa per decrescere l’inquinamento e aumentare la vivibilità. Solo dimenticando il contesto del fiume si possono asfaltare i suoi argini, e magari fare in modo che passino anche le automobili perché così si attiva una forma di traffico alternativo».
La Tezza è convinta che la tutela del fiume sia prioritaria. «Fra l’altro, ricordo che San Giovanni è stato uno dei maggiori sostenitori del Parco dell’Adige. E un parco ambientale mal si concilia con piste d’asfalto», dice il sindaco di Zevio, dichiarandosi perfettamente d’accordo su percorsi alternativi che incentivino circolazione a minore impatto tra Comuni limitrofi, fermo restando un punto: «Non attraverso l’argine».
Al proposito la Tezza scaglia un dardo avvelenato: «Ricordo, ad esempio, che da San Giovanni stiamo attendendo pronunciamenti in merito alla proposta relativa al collegamento ciclabile tra i nostri due Comuni, previsto con la variante di Campagnola».
La Tezza si dice «stupita che Taioli non sia al corrente degli incontri avvenuti in Provincia per stabilire dove passerà la ciclabile Bolzano-mare». Il sindaco zeviano spiega che la pista non toccherà San Giovanni per l’assenza di ponti tra il Pestino e Zevio. «L’unica possibilità di transito da San Giovanni era legata al realizzo di una passerella sull’Adige che, se ricordo bene, costerebbe 1.000.000 di euro».
Una chimera con i chiari di luna che corrono, lascia intendere la Tezza. Che spiega: «Il percorso ciclabile sarà invece realizzato tra villa Buri, sulla sponda sinistra dell’Adige, e il ponte di Zevio per il tratto che la Provincia ha finanziato non prevedendo asfalto. Tutte cose che l’assessore lupatotino Ezio Zenatti ben sa perché presente alle riunioni in Provincia».
Sul progetto lupatotino relativo alla ciclabile, la Tezza lamenta d’essere «continuamente tirata in ballo dopo essere stata informata a posteriori. Quando, viste le polemiche anche di Pontoncello, territorio zeviano, abbiamo chiesto copia del progetto lupatotino non adatto all’ambiente in cui la pista sarebbe stata calata. Taioli», conclude la Tezza, «mi tira in ballo anche come assessore provinciale. Ma se smetto le vesti di sindaco e indosso quelle di assessore provinciale, non cambio idea per una questione di coerenza: la Provincia ha fatto la scelta migliore nel momento in cui ha deciso di non asfaltare la propria ciclabile».
Piero Taddei