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SAN GIOVANNI LUPATOTO.

Parlano gli Amici della bicicletta

«Pista? Sì all’asfalto»

Così si renderà fruibile il percorso a tutti i ciclisti
 San Giovanni Lupatoto.
 Gli Amici della bicicletta di Verona prendono posizione sulla vicenda della pista ciclabile (asfaltata oppure no) che il comune vuole realizzare sull'argine dell'Adige. Senza affermarlo, fanno capire di essere favorevoli alla pista con fondo in asfalto.

Ad esprimersi è il presidente del sodalizio, Paolo Fabbri. «La scelta del tipo di fondo da dare a questo percorso dipende dall'utilizzo che se vuole fare», dice Fabbri. «Se questo tratto di strada deve servire per andare a fare pic nic in riva al fiume poco importa che il fondo sia in terra battuta o sia in asfalto, e in questo caso non ci esprimiamo. Se invece questo percorso deve avere un proprio uso, e mi riferisco a quello di strada di collegamento alternativo per ciclisti che si vogliono spostare in direzione di Zevio e Verona, allora non ha senso che il fondo non sia in asfalto. Basta guardare a quanto è stato fatto in Trentino e sulla destra Po, dove sono stati recentemente inaugurati 125 chilometri di percorso ciclabile asfaltato».

Il presidente degli Amici della bicicletta è al corrente del fatto che il percorso che collegherà Bolzano al mare non passerà lungo la riva destra dell'Adige, quindi sul lato di San Giovanni Lupatoto, ma sulla riva sinistra, e quindi dalla parte di San Michele. «Preciso che gli Amici della bicicletta sono fortemente e storicamente ambientalisti e quindi contrari, dove possibile, a cemento e asfalto. Credo che nessuno possa permettersi di mettere in dubbio questa affermazione», prosegue. «Da questo punti di vista il fondo dell'argine asfaltato potrebbe sembrare una scelta da evitare. Però occorre mettere sulla bilancia anche i vantaggi collegati a questa scelta tra i quali spiccano la riduzione del traffico veicolare e la fruibilità allargata di un percorso nel verde. Chi userà la bici per andare in venti minuti (invece di impiegarne 40 in auto) da San Giovanni a Verona lungo il canale Marazza o per recarsi a Zevio su un percorso sicuro, chiederà un fondo praticabile, quindi asfaltato. Un fondo in ghiaino stabilizzato richiede maggiori manutenzioni e i mezzi usati per sfalciare l'erba causano e deterioramenti al percorso».

«L'equazione secondo la quale asfalto è uguale in ogni caso a danno al territorio non è sempre vera», continua Fabbri. «Noi riteniamo che il danno sia anche quello di non far fruire un bene in modo diffuso alla popolazione. Una pista che metta in collegamento San Giovanni Lupatoto con Verona e Zevio acquisirebbe una valenza trasportistica e l'esigenza di assicurarle funzionalità ne richiederebbe l'asfaltatura». Questo orientamento era stato espresso circa tre mesi fa dagli Amici della bici. Non sembrano della stessa idea, però, i circa mille lupatotini che hanno firmato nei giorni scorsi la petizione ambientalista con la quale si chiede un intervento rispettoso dell'ambiente e diverso dalla pista asfaltata larga 3,80 metri e lunga tre chilometri per una spesa di 237 mila euro.

Qualcuno, come Anna Montioli, consigliere comunale, ha chiesto agli amministratori di mantenere la promessa fatta agli elettori di non cementificare tutto. Il gruppo spontaneo che contesta l'asfaltatura chiede invece di non prevedere «asfalto, né ghiaino stabilizzato, né di panchine o di altri aggeggi artificiali che andrebbero nella direzione di urbanizzare l'ambiente. C'è poi da tener presente che Zevio ha già detto che non intende asfaltare l'argine e la pista lungo il canale Marazza, verso Verona, è al momento un sogno».

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