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sabato 19 maggio 2012 ..:: Stampa » 20060205 ::.. Registrazione  Login
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SAN GIOVANNI LUPATOTO.

Il sindaco interviene nella polemica sull’asfaltatura e apre uno spiraglio
Ciclabile, futuro di ghiaia
Solo se la pista non sarà collegata alle altre

San Giovanni Lupatoto.

Sembra aprirsi uno spiraglio per le istanze degli ambientalisti e dei molti (la petizione ha già raccolto oltre 850 adesioni) che non vogliono l'asfaltatura dell'argine dell'Adige previsto dal progetto dell'amministrazione comunale attualmente in appalto. Il sindaco Remo Taioli lascia aperta una possibilità che l'argine, uno dei pochi percorsi non cementificati del territorio comunale, non diventi un nastro di asfalto. Il primo cittadino afferma in sostanza che se il tratto di argine lupatotino non rientra in un percorso più esteso, si potrà procedere soltanto alla posa di ghiaino stabilizzato rimandando al futuro l'asfaltatura. «Non vogliamo imporre nulla a nessuno», dice Taioli. «Credo però che se il tratto di argine lupatotino rientrasse in un percorso ciclabile da Bolzano al mare, caratterizzato da fondo asfaltato nelle parti a monte e a valle, il buon senso imporrebbe di fare altrettanto anche nel territorio di San Giovanni Lupatoto. In tale ipotesi si potrebbe fare una striscia di asfalto meno larga di quella prevista». L'ipotesi delineata da Taioli potrebbe ricorrere se il comune di Verona decidesse di dare il via ai lavori di una pista ciclabile lungo il fiume fino all'autostrada Serenissima. Un'ipotesi alla quale sta lavorando anche l'assessore Ezio Zenatti che sta cercando di ottenere il benestare dell'Enel per passare sul terreno delle centrali di Sorio e della Bassona per evitare ai ciclisti di transitare lungo la strada principale. «Se invece il percorso lupatotino fosse un tratto a se stante, in pratica un tassello non inserito in una pista più lunga, si potrebbe intervenire attrezzando il fondo in ghiaino stabilizzato e rimandando l'eventuale asfaltatura a tempi successivi», prosegue Taioli recependo le istanze degli ambientalisti. «Ritengo comunque che l'argine asfaltato, specie se continuasse anche in direzione di Zevio, potrebbe svolgere anche la funzione significativa di collegamento alternativo per le bici verso quel centro, specie nelle giornate di festa. Gli ambientalisti e i verdi dovrebbero tener presente che mettendo a disposizione della gente una tale opera si potrebbe offrire una nuova via di collegamento riducendo l'inquinamento». L'amministrazione comunale di Zevio per bocca del sindaco Maria Luisa Tezza ha però fatto sapere di non essere intenzionata a «esportare» l'asfaltatura sui circa sette chilometri che separano la località Pontoncello (dove finisce il territorio lupatotino) dal centro di Zevio. La signora Tezza, che tra l'altro risiede a San Giovanni Lupatoto, ha definito «devastante» l'ipotesi di asfaltare per la larghezza di 4 metri tutto l'argine, come prevede l'originario progetto lupatotino. Probabilmente alla base della bocciatura del sindaco di Zevio ci sono, oltre alle espresse motivazioni di salvaguardia dell'ambiente, delle considerazioni sulle priorità di investimenti e di spesa del comune zeviano. Se il costo del progetto appaltato da San Giovanni è di 237 mila euro per tre chilometri di argine, a Zevio servirebbero poco meno di 700 mila per finanziare l'opera. Renzo Gastaldo

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