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ZEVIO.

Il sindaco Tezza boccia il progetto del Comune di San Giovanni e solleva il problema della prosecuzione della pista lungo l’Adige
Non piace la ciclabile asfaltata

Zevio.

«Non entro nel merito delle scelte degli amministratori lupatotini. Ma avendo lungamente abitato vicino all’argine, mio personalissimo parere è che una pista d’asfalto larga quattro metri sulla sua sommità avrebbe un effetto devastante: non sarebbe una ciclabile per rendere più fruibile un ambiente naturale che deve rimanere immutato. Meglio il progetto dell’amministrazione Betti: tre metri di stabilizzato. Non capisco il cambio d’indirizzo. Se poi il Genio, ente proprietario dell’argine, dice che vanno bene i quattro metri e pure asfaltati, ci chiami per valutare le ricadute che interesserebbero anche Zevio».

Maria Luisa Tezza si associa al coro d’ambientalisti lupatotini nello stroncare la ciclabile proposta dall’amministrazione Taioli: teme contraccolpi sull’ambiente e sul territorio da lei amministrato. Precisa che è solo il suo pensiero, ma c’è da scommettere che l’idea già ha contagiato l’intero esecutivo zeviano. La pista ciclabile progettata da San Giovanni Lupatoto prevede la copertura del tratto arginale tra la zona verde del Porto e Pontoncello, località zeviana. Tre chilometri di nastro d’asfalto largo 3,80 metri: 2,50 per le biciclette, 1,30 per i podisti. Spesa prevista 237 mila euro, fine lavori entro giugno 2006.

Gli ambientalisti lupatotini hanno bollato il progetto come «una cattedrale nel deserto». «Posizione strumentale», ha ribattuto l’assessore Ezio Zenatti, favorevole all’asfalto perché così sarebbero tutte le ciclabili della provincia che garantiscono percorribilità. Quanto a Zevio, l’assessore lupatotino aveva dichiarato: «Ha chiesto copia del nostro progetto, segno che è intenzionato a realizzare la ciclabile».

Previsione sballata, visto quanto fa sapere la Tezza, rispondendo implicitamente anche agli zeviani che da tempo si chiedono cosa aspettino i Comuni confinati a coalizzarsi per realizzare una ciclopedonabile sull’argine destro del fiume.

«Abbiamo fatto altre scelte non perché si ritenga poco importante l’ambiente dell’Adige, ma perché la Provincia intende collegare Zevio a una ciclabile di respiro europeo, la Pista del sole, che ci metterà in collegamento con Borghetto e Villa Buri via argine sinistro dell’Adige. E perché, considerata la spesa da sostenere per il collegamento con la ciclopedonabile lupatotina causa il tratto zeviano molto più lungo, abbiamo ritenuto prioritario investire in asilo nido, impianti sportivi, scuola materna, nella prevista ristrutturazione dell’ex municipio per adibirlo a sede culturale. Tutte cose che San Giovanni ha già», spiega il sindaco.

La Tezza chiarisce che quando apprese dalla stampa l’esistenza dell’attuale progetto ne ha chiesto copia per valutarne le ricadute sul territorio zeviano. «Noi eravamo fermi al progetto Betti che prevedeva lo stabilizzato, sul quale non avevamo perplessità. Ma con una pista di 4 metri d’asfalto il discorso cambia. Così abbiamo chiesto copia del progetto e abbiamo scritto al Genio civile per sapere se ne era a conoscenza e chiesto di essere chiamati a un tavolo in cui esprimere i nostri dubbi. Chi controllerà la zona? E le auto? Chi provvederà alla pulizia e impedirà smaltimenti abusivi?». Quanto alla questione di confine non definita, Maria Luisa Tezza indica la sagra lupatotina delle Bocche, un grande pic-nic primaverile sull’argine: «Spiace dirlo, ma ogni anno all’amministrazione Taioli chiediamo di mettere i cassonetti perché non si pensa al letamaio lasciato purtroppo dai festeggianti. Noi, intanto, a Pontoncello i nostri cassonetti li mettiamo». Piero Taddei

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